Manifesto

Nell'idea che ad ogni tipologia di traccia di merda lasciata sulla carta igienica corrisponda un determinato periodo della nostra vita, scrutiamo il bianco pezzetto di carta dopo il nostro passaggio: l'antica arte della lettura delle viscere di animali sgozzati di fresco si rinnova e vive oggi nella pratica dell'osservazione delle scie di merda che abbiamo (poco poeticamente invero) lasciato sulla carta igienica.
Dicci come cachi, ti diremo chi sei.

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Pezzi di merda

Tracce di merda sulla carta igienica

venerdì, 15 agosto 2008

I commentatori, e la Merda come argomento

A giudicare dagli ultimi commenti lasciati dagli sporadici e credo casuali passanti direi proprio che questo blog è frequentato da gente becera e volgare - sto parlando dei passanti di cui sopra. Che ancora, evidentemente, non capisce il valore poetico, elevatore ed elevato della merda (comun. dett. "cacca"), o ancora non ne immagina tutti i possibili utilizzi, tutte le sfaccettature, tutte le sfumature. Parlare di merda non può essere da tutti. Perché ci vuole stile, e "arte", nell'edificare uno splendido e sbrilluccicante fantasioso castello con la merda. Vorrei dire che la bassezza (presunta) dell'argomento non deve essere presa come sintomo della bassezza dell'argomentazione. E ora l'ho detto.


Ha cagato insieme a noi: effeinvariante alle ore 20:03 | link | commenti (2)
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venerdì, 11 gennaio 2008

Io cago

La voglia di cagare la mattina
i rotoli di carta velina
l'ano che si inarcherà
il primo stronzo che cadra`
la merda che si sciogliera`
correndo al mare
l'impronta di uno schizzo sul cuscino
i tarzanelli incerti di un bambino
lo sguardo di serenita`
la mano che si pulira`
la gioia di chi caghera`
per tutta la merda che verra`
Io cago
le mani strette e cago
il culo in festa e cago
la merda in testa e cago
corro al cesso e cago
la cacca nera e cago
la cacca vera e cago
la mia preghiera e cago
per chi mi assistera`
voglio cagare
sempre cagare

L'odore della cacca in cucina
la casa mia che odora di latrina
e lo scarico che non va
i vespasiani giù in citta`
la gente che assieme caghera`
lungo la strada
gli stronzi che s'intrecciano nel cielo
un vecchio che defeca tutto solo
la stipsi che poi passera`
sfintere che maturera`
la mano che lo accarezzera`
per tutta la merda che verrà
Io cago
le mani strette e cago
il culo in festa e cago
la merda in testa e cago
corro al cesso e cago
la cacca nera e cago
la cacca vera e cago
la mia preghiera e cago
per chi mi assistera`
voglio cagare
sempre cagare...

Parodia di "Io canto" di Riccardo Cocciante


Ha cagato insieme a noi: Sturator alle ore 06:29 | link | commenti (12)
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martedì, 08 gennaio 2008

Partorire uno stronzo - Lo scontro

Segue da qua.

Ingaggiai col mio alter-ego di merda una lotta violentissima, i cazzotti volavano frenetici, lui poteva ricreare facilmente le sue parti mobili rimodellandosi con le mani le parti danneggiate, come fosse pongo. Inoltre i miei pugni non avevano l'efficacia desiderata a causa dell'elevata elasticità del materiale di cui era composto, cioè la merda, che attutiva i miei colpi assorbendone gran parte dell'energia. Rideva, lo stronzo. Il suo alito, al pari degli schizzi marroni che mi invadevano la faccia, mi infastidiva di pestilenzialità sporche e orride e nefandezze atroci, le lottatrici nel fango sono delle dilettanti al confronto.
Il tramonto era passato da un pezzo e la lotta ancora durava, quando mi resi conto di quanto quella situazione ricordasse Prince of Persia quando il protagonista si sdoppia e prende vita la sua ombra malvagia. Ricordai con la nostalgia di un 386 che sta per essere buttato il momento in cui scoprii finalmente il tasto per sconfiggere quel maledetto grassone di merda, che permetteva poi tra l'altro di sconfiggere agilmente anche tutti quanti gli altri nemici. Ma gli schizzi sul volto mi fecero tornare alla scomoda situazione in cui mi trovavo, alle prese con un mio me stesso di merda (e che differenza c'è direte voi, ecco bravi); decisi quindi che la forza bruta, in cui sono campione olimpico, a poco poteva servirmi contro quell'essere che certamente con me pareggiava in tutte le discipline, e cercai una soluzione utilizzando la furbizia. A parte l'espediente di lanciar via un pezzo d'acqua opportunamente ghiacciato, stupido gioco di parole per tirare l'acqua -metodo che abitualmente uso per eliminare gli stronzi-, non mi venne in mente niente. Gli strappai allora le mani, in questo modo non poteva più rimodellarsi, e gli sferrai una combo di cazzotti deformanti che gli cambiarono definitivamente i connotati. La sua espressione sbigottita a stento si intravedeva sul volto demolito e congestionato dalle botte. Prima che potesse stupirsi eccessivamente lo presi per i capelli, che erano stronzi-rasta, e gli infilati giustamente la testa nel cesso, facendole seguire poi tutto il resto con un buon calcio nel culo. La catena mi fece udire il meraviglioso suono di uno stronzo che se ne va, a dispetto di quel detto secondo cui gli stronzi non muoiono mai - ebbene, il mio era morto. «Un solo mio me stesso può pestilenziare la terra con la sua præsenza», dissi fingendomi in un western, poi andai a lavarmi.


Ha cagato insieme a noi: effeinvariante alle ore 03:38 | link | commenti (4)
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lunedì, 07 gennaio 2008

Biancaneve e i sette defecani

C'era una volta una principessa talmente bella di nome Biancaneve, talmente bella dicevamo che la sua matrigna voleva strapparle il cuore dal petto e mangiarselo con gusto davanti alla povera fanciulla agonizzante in una pozza di sangue. La regina, che era anche matrigna di Biancaneve manco fossimo a Beautiful, disse al cacciatore di portare la ragazza nel bosco e ucciderla, ma il cacciatore ebbe pietà della fanciulla dai seni prosperosi e dai fianchi invitanti, così se la trombò come un riccio in iperuranio e la lasciò vagare stordita e atterrita nella foresta. Il giorno dopo Biancaneve, che sembrava uscita da un rave party a Roncobilaccio, trovò nel mezzo della foresta una casina piccina piccina, vi entrò dentro e vide tante cacche di cane sparse per terra: con lena e allegria ripulì la casetta da cima a fondo e andò a riposarsi al piano di sopra.
Quella sera giunsero i sette defecani, che abitavano nella casetta, e alla vista di tanto lindore e igiene salirono rabbiosi al piano di sopra per sbranare il bastardo maledetto che aveva pulito per terra, ma alla vista di Biancaneve che dormiva scosciata essi si ravvidero dall'intento omicida e la invitarono a stare a casa loro, raccogliendo le cacche da terra per adoperarle come concime nella loro piantagione di camomilla alla ganja.
Essi erano sette e avevano nomi molto buffi: Cagolo, Stronzolo, Tarzanello, Scureggino, Peretta, Costipatino e Diarreolo, che quando scoreggiava imbrattava l'ambiente che lo circondava di feci bollenti e per questo non era visto e voluto molto bene dai suoi amici defecani.
Quando la regina venne a sapere che Biancaneve era viva e passava il tempo a spalare merda di cane dal pavimento decise di festeggiare lo stesso calandosi in pietra una bottiglia di Dom Perignon del 1826, quindi vecchia di due o tre secoli e ci restò secca sul colpo.
Un giorno poi arrivò il principe azzurro, che di nome faceva Piersilvio, bussò alla porta della casetta e vide affacciarsi gli incredibili seni di Biancaneve: alla vista di tale beltà, lo spadone del principe arrossì sudando caldo come capita solo ai principi azzurri, saltò addosso a Biancaneve e le diede tanto di quell'amore che la povera fanciulla rimase sconvolta, e non poco.
E così Biancaneve e il principe azzurro di nome Piersilvio vissero felici e contenti, mentre i sette defecani si facevano di camomilla alla ganja e cagavano per terra come niente.

Ha cagato insieme a noi: Sturator alle ore 18:10 | link | commenti (6)
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domenica, 30 dicembre 2007

Caghiamo

Caghiamo
è da tanto tempo che non lo facciamo
Caghiamo
c'è la carta igienica che piace pure a te
Caghiamo
questa sera sono in vena di stipsi
Noi due
docce d'oro bevendo solo Pepsi
Che scena!
Più ti guardo e si commuove lo sfintere

Sei stupenda assiepata sulla tazza
così rossa in volto non t'avevo vista mai
Sei grande
quando dici che tu ami uno stitico
Più grande
quando ammetti la tua incontinenza

D'accordo
cago stronzi che sono un pò particolari
eppure
dimmi chi caga più di me

Caghiamo!
Sembra scritta per noi questa parodia
E' una storia
che assomiglia alla nostra merda
cagate mezze pazze come noi

Amore...
Caghiamo!
Caghiamo!
Caghiamo...

parodia di "Balliamo" di Fred Bongusto

p.s. C'è bisogno che vi spieghi cosa siano le docce d'oro, o meglio, le docce dorate? :S

Ha cagato insieme a noi: Sturator alle ore 17:21 | link | commenti (2)
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martedì, 25 dicembre 2007

Brown Christmas

I'm dreaming of a Brown Christmas,
Just like the shit I used to do,
Where the asses glisten and children listen
To hear noisy farts in the snow.

I'm dreaming of a Brown Christmas,
With every Christmas crap I write on the toilet.
May your craps be merry and bright
And may all your Christmas be brown like shit.


Ha cagato insieme a noi: Sturator alle ore 17:24 | link | commenti
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martedì, 20 novembre 2007

Alla tazza

Forse perché dell'anal quiete
tu sei l'immago a me sì cara vieni
o Tazza! E quando ti scoreggian liete
le natiche festive e i tarzanelli sereni,

e quando dallo squaqueroso aere inquiete
feci e lunghe allo scarico meni
sempre scorri invocata, e le secrete
vie del mio retto soavemente tieni.

Vagar mi fai co' miei pensier su l'orme
che vanno al defecamento eterno; e intanto fugge
questo reo escremento, e van con lui le torme

delle cure onde meco egli si strugge;
e mentre io guardo la tua pace, dorme
quello spirto guerrier che nell'intestino mi rugge.

Parodia di "Alla Sera" di Ugo Foscolo

Ha cagato insieme a noi: Sturator alle ore 17:29 | link | commenti (3)
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sabato, 06 ottobre 2007

Viva la merda

Viva la merda
Ci fa crescere sani…viva la merda
Viva la merda
Quanti muscoli lavorano solo per noi…
Viva la merda
Con il suo impero
Dice la merda
Soltanto il vero
Viva la merda
Dimmi se sei amico di Gerda*
Viva la merda
Se sarai buono il tuo sforzo vedrai
Oppure no…
Dipende dallo sciaquon
Viva la merda
Che è cosa giusta
E con la merda
È sempre festa
Viva la merda
Coi rotoloni e i suoi viavai
Sui cessi cristallini
Ci giocano i bambini
Mentre tu, vivi grazie alla merda, yu-uh!
In fondo è la tua merda
Ti conforta è cosa certa
Mamma merda, non ti abbandona mai…se no son guai!
Viva la merda
Quante battaglie nei bagni…
Poveri noi…
Se non ci mettessimo d'accordo al cesso
Paghiamo allora questo  soffrimento
Per mantenerci in salute e in sentimento…
Perché oramai
Questo intestino
Avrà un suo ritmo lo sai ?
Viva la merda
Con il suo impero
Dice la merda
Soltanto il vero
Viva la RAI
Coi rotoloni e i suoi viavai


Parodia di "Viva la Rai" di Renato Zero

* Gerda è il nome con cui si presenta Samule L. Jackson in "Pulp Fiction" dai tipi che hanno la valigetta misteriosa.
cit. "Il mio nome è Gerda e non è con le chiacchere che uscirai da questa merda". Appunto per rimanere in tema.

Ha cagato insieme a noi: Sturator alle ore 15:24 | link | commenti
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domenica, 30 settembre 2007

Spider Ano

Spider Ano, Spider Ano
sei un oggetto molto strano
sembri un ragno ma sei un ano
con zampette in contromano
urrà, arriva Spider Ano!

Lanci merda sopra i muri
fai venire i musi duri
ragnatele alla cacca
ma che assurda filastrocca
urrà, evviva Spider Ano!

Spider Ano, Spider Ano
che sia vicino o lontano
il richiamo tuo sentirà
di merda ti ricoprirà
urrà, ecco qui Spider Ano!

(parodia del tema originale di Spiderman)

p.s. Mi sono dimenticato di dirvi che Spider Ano è un personaggio fittizio, e che la sua canzoncina può accompagnare allegramente le nostre secrezioni.

Ha cagato insieme a noi: Sturator alle ore 03:34 | link | commenti (3)
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martedì, 28 agosto 2007

A Silvia, morta di stitichezza

Silvia, rimembri ancora
Quel tempo della tua vita mortale,
Quando beltà splendea
Nelle flatulenze tue ridenti e fuggitive,
E tu, lieta e pensosa, il limitare
Di escrementi contavi?
Sonavan le quiete
Scoregge, e le vie dintorno,
Al tuo perpetuo fetore,
Allor che all'opre turpi intenta
Sedevi, assai contenta
Sulla tazza di quel vago avvenir che in mente avevi.
Era il maggio squaqueroso: e tu solevi
Così menare il giorno.
Io le stipsi leggiadre
Talor lasciando e le sudate braghe,
Ove il tempo mio primo
E di me sul cesso si spendea la miglior parte,
D'in su i veroni del paterno ostello
Porgea gli orecchi al suon della tua scora,
Ed al cul veloce
Che percorrea la carta igienica.
Mirava il bidè sereno,
Le vie dorate e gli orti da concimare,
E quinci il mar da lungi, e quindi il monte.
Diarrea mortal non dice
Quel ch'io sentiva in seno.
Che scoregge soavi,
Che cagate, che fetori, o Silvia mia!
Quale allor ci apparia
La vita umana e il fato nella tazza galleggiante!
Quando sovviemmi di cotanta merda,
Un affetto mi preme
Acerbo e marroncino,
E tornami a doler il culo di mia sventura.
O cesso, o cesso,
Perché non rendi poi
Quel che prometti allor? perché di tanto
Inganni i figli tuoi?
Tu pria che merda intasasse il retto,
Da chiuso morbo combattuta e vinta,
Perivi, o tenerella. E non vedevi
Il fior degli anni tuoi;
Non ti molceva il cul
La dolce lode or delle negre tarzanelle,
Or degli schizzi innamorati e schivi;
Né teco le compagne ai dì festivi
Ragionavan d'amore e intestino.
Anche peria fra poco
La speranza mia dolce: agli anni miei
Anche negaro i fati
La stitichezza. Ahi come,
Come passata sei,
Cara compagna della tazza mia nova,
Mia lacrimata speme!
Questo è quel mondo? questi
I diletti, l'igienica carta, le score, gli stronzi
Onde cotanto ragionammo insieme?
Questa la sorte dell'umane genti fecanti?
All'apparir del nero bastone
Tu, misera, cadesti: e con la mano
La fredda morte ed una tomba ignuda
Asciugavi colorandola di marrone.

Rivisitazione di "A Silvia" di Giacomo Leopardi.

Ha cagato insieme a noi: Sturator alle ore 16:50 | link | commenti (2)
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giovedì, 16 agosto 2007

Teoria sullo scattering anomalo dei pezzi di merda di mezzanotte (Assunta)

Ho appena letto sul sito delle Poste che non posso spedire in un pacco ordinario animali vivi.
Tutto questo non c'entra niente ma mi pare che su questo blóg tanto apprezzato non ci caghi più nessuno ultimamente (e saranno tutti in ferie) allora ci scagazzo qualcosa io ora. Perché se la vita è una merda, allora ecco spiegato il motivo per cui gli esseri umani vanno in bagno a liberarsi di qualche chilo di peso marrone almeno una volta al giorno: è la vita che fa cagare che ci manda in bagno. A noi che la vita ci fa cagare (o, come direbbero qua intorno da qualche parte nella provincia di Udine a due passi dal confine con il Botswana, ci fa caá), a noi che la vita ci fa cagare, caghiamo. Più fortunati sono quindi gli stitici, che dunque non cagano perché la vita non fa loro cagare?

In verità, in verità vi dico che ne dubito.


Ha cagato insieme a noi: effeinvariante alle ore 01:07 | link | commenti (4)
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mercoledì, 30 maggio 2007

Merda di casa mia

Merda di casa mia
cagavo in fretta e correvo via
quanta emozione, una marrone esplosione
tu che dicevi piano "Scoreggia e vai lontano"

Merda disciolta al sole
sulla carta i nostri schizzi ad essiccare
e mentre io t'insegnavo a centrarla
la tazza risuonava una canzone

Ma un'altra cagatona chissà quando mi verrà
per questo dal mio culo espello quello che mi va
cagare un'altra volta, ecco cosa io farò
m'illuderò che sia merda di casa mia

Ma la cacca è anche questa
sembra uno strano stronzo da equilibrista
sempre piu' fetente e poi un bel mattino
caghi con l'anziano e col bambino

Ma un'altra cagatona chissà quando mi verrà
per questo dal mio culo espello quello che mi va
cagare un'altra volta, ecco cosa io farò
m'illuderò che sia merda di casa mia

M'illuderò che sia... merda... di casa mia.

(Cover di "Erba di casa mia" di Massimo Ranieri)

Ha cagato insieme a noi: Sturator alle ore 00:05 | link | commenti (2)
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lunedì, 14 maggio 2007

I miei stronzi come specchio dell'anima

Dal post precedente: «lascia che la tua cacca ti veda in faccia e possa dirti grazie per averla espulsa dal tuo intestino, tenue o crasso che sia.
Ricambia il gesto con uno sguardo affettuoso, falle ciao con la manina, gioca un pò con lei».
Perché le mie cacche invece mi guardano con disprezzo? Considerandomi forse e forse a ragione a loro inferiore? Interpretando come pura malvagità da parte mia l'averle generate (senza poi accennare al fatto che le abbandono scaricandole subito nella fogna)? E hanno ragione... Se la vita è dolore, io che partorisco stronzi sono il primo da incolpare, perché creo volontariamente esseri dolenti, genero dolore dal culo. E c'è da dire anche che pure loro però fanno un male boia quando sono belly grassi.


Ha cagato insieme a noi: effeinvariante alle ore 12:30 | link | commenti (7)
categorie:
sabato, 12 maggio 2007

Campagna di sensibilizzazione pro-cacca

Non tirare lo sciaquone subito dopo aver cagato.
Lascia che la tua cacca ti veda in faccia e possa dirti grazie per averla espulsa dal tuo intestino, tenue o crasso che sia.
Ricambia il gesto con uno sguardo affettuoso, falle ciao con la manina, gioca un pò con lei.
Ma ricordati che non potrà sempre galleggiare nella tua tazza.

Quando tirerai lo sciaquone sentirai la sua mancanza.
Appena il tuo dito sfiorerà il bottone dello scarico lei ti ricambierà con l'ultimo sguardo d'affetto che tu stesso le avevi regalato nei brevi e felici momenti trascorsi assieme.
Sentirai la sua mancanza, ma dentro di te ci sarà sempre tanta cacca da espellere.

Perciò ricorda: non tirare lo sciaquone subito dopo aver cagato.
La cacca è parte di te, amala come ami te stesso.

Ha cagato insieme a noi: Sturator alle ore 01:43 | link | commenti (3)
categorie:
martedì, 08 maggio 2007

Haiku

Galleggia silenziosa
e va verso il mare
scaricata e profumata
la mia cacca va


Ha cagato insieme a noi: Sturator alle ore 17:09 | link | commenti (7)
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